mercoledì 6 marzo 2013

IL PAESE DEI BALOCCHI 2.0: I CUD TELEMATICI

Da quest'anno CUD INPS/INPDAP solo online (o quasi).

I pensionati, ex dipendenti statali ed ex dipendenti privati, da quest'anno non riceveranno più il CUD via posta ma potranno anzi dovranno prelevarlo online sul sito dell'INPS nella sezione "servizi online". Per chi non sa o non ricorda di che si tratta, il CUD è la certificazione che riporta il riepilogo dei redditi percepiti nell'anno precedente, necessaria alla compilazione della denuncia dei redditi. La questione è molto delicata ed importante e non sembra sia stata messa in risalto dagli organi di informazione nella maniera dovuta. Innanzitutto tale disposizione è contenuta nella legge di stabilità promulgata dal governo Monti nel dicembre 2012 e precisamente al comma 114 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n.228. 
Questa la circolare esplicativa dell'INPS nella quale viene spiegato il modus operandi dell'ente previdenziale per questa nuova campagna CUD 2013 telematico.

Provo a semplificarvi il lavoro riepilogando brevemente il tutto, premettendo che fortunatamente, per questo primo approccio, l'ente ha voluto istituire anche altri metodi di reperimento del modello.

I CUD possono esser reperiti:

1) Telematicamente tramite codice PIN sul sito dell'INPS
2) Andando nella sede INPS di competenza, allo sportello o in postazioni informatizzate automatiche.
3) Tramite PEC, Posta Elettronica Certificata
4) Tramite  Centri di Assistenza Fiscale
5) Negli uffici postali appartenenti alla rete "sportello amico". Qui trovi l'elenco uffici postali convenzionati al costo di euro 3,27
6) Spedizione postale solo su richiesta telefonando al n. verde dedicato: 800.43.43.20 

Qui c'è una piccola guida INPS in cui vengono spiegate tutte le modalità per ricevere il CUD

Chi non ha il PIN può richiederlo direttamente alla sede INPS di appartenenza oppure effettuare la richiesta telematica sul portale dell'ente. In quest'ultimo caso bisogna affrettarsi perché i tempi spesso sono lunghi e immagino in questo periodo ci sarà l'affollamento di richieste.

Tutto bello, tutto giusto, sicuramente è il modo migliore per evitare sprechi e per non inquinare: gli enti previdenziali ogni anno spediscono milioni di lettere ai pensionati con tonnellate di carta sprecata. Anzi, si può affermare che è anche tardi per cominciare a sfruttare il formato elettronico nei rapporti tra enti pubblici e cittadino.. ma...
C'è un però, grosso come una casa.
Le prime avvisaglie di telematizzazione CUD (e non solo) ci sono state con i dipendenti statali qualche anno fa, per i pensionati però il percorso è un po' più complicato perché spesso (ma non troppo) l'anziano è privo di qualsiasi nozione informatica, privo di pc o senza connessione internet.
C'è poi da mettere in conto che i portali degli enti pubblici che hanno un traffico elevato spesso si bloccano, rallentano, crashano.
Insomma l'Italia è ormai famosa per la sua impareggiabile voglia di mettere il carro davanti ai buoi e con questa iniziativa, lodevole per carità, ci risiamo. Si vuole informatizzare, si vuole telematizzare, ridurre i costi etc. etc. senza partire dalle basi.
Lo stretto necessario che manca in "Itaglia" per poter godere realmente della telematizzazione è:
- copertura ADSL capillare in tutta la nazione;
- wifi libero;
- istituzione di vera banda larga, quella che abbiamo adesso in confronto agli altri Paesi è lentissima;
- siti internet in grado di gestire traffico elevato;
- dotazione in ogni paese di un punto informatico con pc, connessione e stampante, usfruibili GRATUITAMENTE;

Possibile che in ogni paese d'Italia ci può essere almeno una banca e non uno sportello telematico? Con un funzionario che possa far stampare il CUD al pensionato ed  istruirlo all'uso futuro in modo autonomo? Meglio ancora se il CUD sia prelevato con chiavetta elettronica e poi consegnato a chi di competenza per la denuncia dei redditi o anche inviato direttamente per email al consulente.

La cosa più ridicola, però, è il modo in cui ci propinano queste "storture" telematiche. Sì perché l'iniziativa è corretta ma la realizzazione è un mostro, nel senso negativo del  termine: metodi e applicazioni farraginosi, complicati, astrusi, fatti in fretta e furia.

Vediamo:

I TEMPI
la legge di stabilità che obbliga gli enti previdenziali alla consegna telematica dei CUD è stata promulgata a fine dicembre 2012.
Il 26 febbraio 2013 esce la circolare esplicativa e attuativa, dell'INPS quando le certificazioni andrebbero recapitate a norma di legge entro il 28 febbraio (!!)...

IL PIN
è fornito direttamente dall'INPS e consta di ben 16 caratteri alfanumerici (!!), ogni 3 mesi va cambiato per la legge sulla privacy. Da esaurimento, da impazzire. In un paese civile con siti internet istituzionali non gestiti da imbecilli il PIN (o password) DEVE essere scelto dall'utente e non c'è bisogno di cambiarlo così spesso. Immaginiamo un pensionato con questa benedetta password lunga un metro che ogni 3 mesi è diversa... glielo fanno venire l'Alzheimer se non ce l'ha già. Non si può sempre contare sui parenti o sui CAAF, bisogna consentire a tutti di gestirsi queste cose autonomamente.

Ancora più complicata la prassi per richiederlo questo benedetto PIN online: si fa la domanda sul sito e arriva la prima tranche di 8 caratteri per email o per sms, la seconda tranche arriva dopo qualche giorno (alcune volte passano mesi) per posta... (sic). Ricevuto il tutto si va poi ad effettuare il primo accesso e si  viene costretti a cambiarlo da subito con uno nuovo di zecca. 16 caratteri del tipo: 3FDA312Z58Q06574. Assurdo! Solo per azzeccarne l'inserimento ci vuole mezz'ora. In un paese civile con siti istituzionali non gestiti da idioti la richiesta del PIN online si fa in due minuti con conferma tramite email. STOP.


Un piccolo passo avanti in questo senso è stato fatto recentemente: è di ieri la notizia che sono state ridotte le cifre del PIN a 8. Però, per la gioia dell'utente con scarse conoscenze informatiche, tutti  i possessori del precedente PIN da 16 caratteri, alla scadenza saranno invitati a generarne uno nuovo di 8 caratteri. Corretto, ma farlo prima no?  Mah, meglio tardi che mai, però in questo momento non si rischia l'intasamento? Non si rischia di confondere i pensionati? Non si genereranno problemi di tempi?

Sarei curioso di vedere quanti sararanno quei pensionati che in barba alla "favola" del "tutto online" si vedranno costretti a ricorrere ai vecchi metodi e richiedere il CUD cartaceo, con perdita di tempo e danaro annessa.
Stiamo lentamente, ma molto lentamente passando da paese dei balocchi a paese dei balocchi 2.0.
Anche questo è un passo avanti, a modo nostro.




domenica 24 febbraio 2013

Elezioni 2013: l'ineluttabile.

Volevo votare.

Volevo votare Bersani. Poi si è scoperto che molto probabilmente lui e gli altri del PD hanno contribuito a distruggere la più antica banca del mondo.

Volevo votare Monti. Poi ho ricordato che aveva promesso di non scendere mai in politica e soprattutto ho ricordato che per salvare l'Italia ha affondato gli italiani.

Berlusconi non lo volevo votare e la sua campagna elettorale ha rafforzato la scelta.

Volevo votare Ingroia, poi l'ho sentito in un'intervista affermare che agli evasori deve essere pignorata immediatamente la casa d'abitazione, senza indugi o inutili pratiche. Ok, scartato.

Volevo votare Giannino, bravo economista. Abile oratore. Simpatico, intelligente ma falso e ipocrita.  Un'altra volta forse.

Chi rimane? Grillo. Quello di: " te la do io l'America". Il comico.Ci rendiamo conto che il meno peggio tra i candidati a governare l'Italia è uno che fino a qualche anno fa faceva il comico? Siamo ridotti così male? Non ci salveremo mai!
Andrò a votare ma spero di essere su scherzi a parte.

giovedì 7 febbraio 2013

Sepolti dalle scadenze

Basta! Questa dovrebbe essere la semplificazione fiscale? Siamo letteralmente subissati di adempimenti. 
Una piccola azienda in regime di contabilità semplificata con un dipendente ha circa 80 scadenze in un anno da rispettare. Sul sito dell'Agenzia delle Entrate possiamo trovare lo scadenzario fiscale mensile che di anno in anno diventa sempre più voluminoso. Per esempio a novembre 2012 sono ben 73 pagine! Date un occhiata qui. Ma ci rendiamo conto di quanto siamo ridicoli in questo paese? Ma resta troppo difficile a chi di competenza diminuire gli adempimenti? Vogliamo fare una piccola conta annuale?
Prendiamo quindi una delle aziende classiche e semplici, la ditta individuale con un dipendente.
Vediamo le scadenze:
Iva mensile (naturale)= 12 volte
IRPEF dipendente= 12 
INPS dipendente= 12 
Addizionali dipendente=12 
Inail premio titolare= 4 
INPS contributi titolare=4 
Tasse unico= 6-7 
Iva annuale= 9 
Iva acconto = 1 
Imu=2 
Dichiarazione dei redditi=1
Comunicazione Iva =1 
Autoliquidazione Inail=1 
Modello 770=1 
TOT=79 !!
Veramente troppe e mal posizionate. L'acconto IVA annuale per esempio sono anni che va pagato il 27 dicembre!! No dico tra una tombolata e un panettone devo stare lì a calcolare l'IVA? E l'IMU il 16 dicembre? Ma non sarebbe più strategico spostare le scadenze onerose e che colpiscono l'utente finale? Magari non metterle a ridosso di periodi in cui l'economia potrebbe girare di più? E la mitica scadenza di ferragosto in cui l'azienda paga: Iva-Inps- rata tasse (che comprende IRPEF add IRPEF IRAP contributi over minimale) rata Inail-contributi dipendente-addizionale regionale dipendente-addizionale comunale dipendente? Sarebbe il 16 agosto ma viene ironicamente prorogata ogni anno circa al 20 per permettere di festeggiare in pace il ferragosto. Sì in pace e facendo la fame. Normalmente gli importi da pagare sono elevatissimi in questa scadenza. A meno che l'azienda sia in crisi e la fame è precedente... 
Insomma una più equa distribuzione delle scadenze probabilmente porterebbe ad un piccolo passo avanti nella semplificazione che è la  base per agevolare le aziende nel pagamento delle tasse. Il problema principale rimane quello di trovare il modo di ridurre la pressione fiscale, ma questo è un discorso più lungo che prima o poi affronterò su questo blog.
PICCOLE PROPOSTE:
  • Proporrei di cadenzare il versamento dei contributi artigiani e commercianti quadrimestralmente anziché trimestralmente e magari a fine mese invece del 16 (ove si accavallano con altri tributi). 
  • Cercherei di anticipare il periodo delle dichiarazioni dei redditi a giugno, alleggerendo l'IMU e inglobandolo con le tasse in denuncia. Per questo avrei fatto l'esatto opposto del governo Monti che ha tolto l'IRPEF sulle proprietà dal 2012 incorporandolo nell'IMU: data la complessità e le troppe variabili avrei abolito l'imposta patrimoniale sugli immobili (prima ICI) e lasciato l'IRPEF, con variazioni, aumenti e diminuzioni a seconda dei casi e con destinazione ai comuni della maggior parte del gettito.
  • Toglierei l'acconto IVA che ormai viene pagato a scadenza da pochi fortunati. Chi può lo versa in seguito con il ravvedimento operoso. 
  • Abolirei la comunicazione IVA, adempimento ridondante e inutile. 
Questo per quanto riguarda principalmente le scadenze. Ci sarebbe molto altro da riformare, specialmente riguardo i tributi sul lavoro ma anche di questo ne parlerò in un altro post.