giovedì 28 gennaio 2016

Novità IMU e TASI abitazioni concesse in comodato

Premessa
Per effetto della Legge di Stabilità 2016, a decorrere da quest’anno cambiano le regole per l’IMU e la TASI dovute sull’abitazione concessa in comodato a parenti in linea retta entro il primo grado.
Fino al 2015, era lasciata all’autonomia comunale (il comune doveva prevederlo espressamente nella delibera e nel prevederlo doveva stabilirne la condizione e cioè o che l'agevolazione operasse limitatamente alla quota di rendita risultante in catasto non eccedente il valore di euro 500 euro, oppure che il nucleo familiare del comodatario avesse un valore ISEE non superiore ai 15.000 annui). Inoltre, l’assimilazione era da applicarsi limitatamente ad una sola unità immobiliare e il comune poteva altresì stabilire come ulteriore condizione che il comodato fosse regolarmente registrato.

Dal 2016 tutto cambia. Infatti, il Legislatore con il comma 10 della Legge n. 208/2015 (Legge di Stabilità 2016), riconosce (senza che la delibera comunale debba prevederlo) la riduzione del 50% della base imponibile per il calcolo dell’IMU e della TASI sull’immobile (non di lusso) concesso in comodato a parenti in linea retta entro il primo grado e utilizzato da questi come abitazione principale. L’agevolazione è concessa solo se rispettate determinate condizioni.


Soggetti interessati
La norma parla di “parenti in linea retta entro il primo grado”. Quindi, ciò significa che la concessione in comodato dell’immobile deve avvenire tra genitori e figli (o il genitore concede
l’immobile in comodato al figlio oppure viceversa).
Se l’immobile concesso in comodato al figlio, per esempio, è in comproprietà tra i genitori,
possono verificarsi due ipotesi:

1) entrambi i genitori lo cedono in comodato ciascuno per la sua quota;

2) solo un genitore lo cede in comodato per la sua quota.

Nella prima ipotesi, l’agevolazione opera sul 100% della base imponibile. Nella seconda ipotesi, invece, l’agevolazione opera solo sul 50% della base imponibile.

Parenti in linea retta entro il primo grado: genitori e figli

Condizioni
Le condizioni necessarie per fruire dell’agevolazione sono le seguenti:

a) l’immobile oggetto del comodato deve essere di categoria non di lusso (cat. A2, A3, A4, A5, A6 e A7);

b) il comodatario deve utilizzare l’immobile dato in comodato come propria abitazione principale (deve risiedervi anagraficamente nonché dimorarvi abitualmente);
 
c) il comodante, oltre alla casa data in comodato, può essere proprietario solo di un’altra abitazione la quale deve rappresentare la sua abitazione principale (non di lusso) e deve essere altresì situata nello stesso comune in cui si trova l’immobile concesso in comodato;
 
d) il contratto di comodato deve essere regolarmente registrato presso gli uffici dell’Agenzia
delle Entrate.

Le predette condizioni devono essere soddisfatte tutte.




 
L’agevolazione spetterà anche alle pertinenze, ma al riguardo c’è però, da capire se resta ferma la regola che prevede il limite di tre pertinenze ciascuna appartenente a categoria catastale C/2, C/6 e C/7 (la Legge di Stabilità nulla dispone in tal senso).

Registrazione del comodato
Tra le altre condizioni per usufruire dell’agevolazione di cui al comma 10 della manovra 2016, vi è la necessità di procedere alla registrazione del contratto di comodato.
Pertanto, genitore e figlio dovranno redigere una scrittura privata di “comodato d’uso gratuito” e procederne alla registrazione presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate.
La tabella che segue contiene un riepilogo dei costi e degli adempimenti necessari per la registrazione.

 
La data di stipula del contratto di comodato
Per genitori e figli che hanno già in essere all’1/1/2016 un contratto di comodato registrato,
l’agevolazione in esame, se rispettati tutti i requisiti si applica per tutto il 2016.
Qualora, invece, non sia in essere alcun contratto di comodato regolarmente registrato, poiché la registrazione di un contratto di comodato deve avvenire entro 20 giorni dalla data di stipula e dato che la data di stipula deve essere anteriore a quella di decorrenza, ne consegue che al fine di godere dell’agevolazione in esame per tutto l’anno 2016 (da gennaio a dicembre), le parti devono far sì che la data di stipula e quella di decorrenza decadano entro i primi 15 giorni di gennaio.
Infatti, vale sempre la regola che è considerato per intero il mese in cui il possesso si è protratto per più di 15 giorni.


 
Si ricorda che la data di stipula deve essere sempre anteriore alla data di decorrenza e che l’omessa registrazione è sanabile con il ravvedimento operoso.

La convenienza
Proviamo a fare una simulazione e verificare in quanto si concretizza il risparmio concedendo l’immobile in comodato al genitore o al figlio.
Si ipotizzi un genitore proprietario (al 100%) nel comune di Caserta di un’abitazione (cat. A/2) e di un altro appartamento a disposizione (cat. A/3) situato sempre nel comune di Caserta.
L’immobile di categoria A/2 è l’abitazione principale per il genitore e l’immobile di cat. A/3 è concesso in comodato al figlio, dal 01/01/2016, per il quale rappresenta la sua abitazione principale.
Si ipotizzi che il predetto immobile abbia rendita catastale di 480 euro e che il comune di Caserta abbia fissato per le seconde case un’aliquota IMU dello 0,96% e un’aliquota TASI dello
0,15%.
Una precisazione da fare è che nel liquidare IMU e TASI, il genitore dovrà, comunque, considerare l’immobile come “a disposizione” e quindi applicare le aliquote previste per tale categoria di immobili e non quelle fissate per l’abitazione principale.

 
Dunque, optando per la concessione in comodato, per l’anno 2016, il genitore avrà un risparmio IMU e TASI per complessivi 215,55. Il risparmio sarebbe maggiore qualora, all’1/1/2016 il contratto di comodato fosse già in essere (poiché ad esempio già stipulato e registrato nel 2015) in quanto non ci saranno i costi per la registrazione di 232,00 euro.
Per gli anni successivi il 2016, invece, se da un lato non ci saranno i costi di registrazione del comodato, occorrerà fare i conti con eventuali aumenti di aliquote e con “il rischio” che la manovra 2017 potrebbe modificare qualcosa in merito.

La dichiarazione IMU
Il comodante dovrà attestare i requisiti fissati dal comma 10 delle Legge di Stabilità 2016 nella dichiarazione IMU (valevole anche ai fini TASI).


Pertanto, ad esempio, il genitore che concede l’immobile in comodato al figlio nel 2016 dovrà presentare la dichiarazione IMU entro il 30 giugno 2017.

martedì 4 novembre 2014

IL BLUFF DEL 730 PRECOMPILATO

Grande idea del governo itagliano*

Sintesi:
Il 730 precompilato non sarà per nulla precompilato e non cambierà nulla, anzi lo stato spenderà milioni di euro inutilmente. Il contribuente sarà comunque costretto a rivolgersi ad un intermediario fiscale perché non si fiderà di quanto propone l'agenzia delle entrate e/o la compilazione di una denuncia dei redditi ad oggi risulta troppo complicata.
Se non ci credete potete approfondire continuando a leggere.

martedì 28 ottobre 2014

VARIARE LE SCADENZE 5 MINUTI PRIMA DELLE SCADENZE

In barba a allo Statuto dei diritti del contribuente, ormai diventato dei 'diretti' al contribuente.


Il 27 luglio del 2012 con la legge n. 212 qualcuno pensò che per finirla di vessare il contribuente con norme e modi assurdi era il caso di regolamentare il tutto e di stabilire come dovrebbe comportarsi UNA CORRETTA E NOBILE amministrazione finanziaria.
Salvo poi derogare inesorabilmente ogni volta  a questo fondamentale principio per continuare a distruggere uno stato di diritto.
Spesso però i governi dimenticano anche di emettere decreti derogatori e fanno come cavolo vogliono.. e sinceramente è ORA DI FINIRLA DI EMETTERE DECRETI 5 MINUTI PRIMA DELLE PERIODICHE SCADENZE. E' UNO SCHIFO!
 L'articolo 2 del sopra citato statuto per esempio recita:
ART.2

1. Salvo quanto previsto dall’articolo 1, comma 2, le disposizioni tributarie non hanno effetto retroattivo.
Relativamente ai tributi periodici le modifiche introdotte si applicano solo a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni che le prevedono.
2. In ogni caso, le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui
scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti.
 


Il governo da ormai svariati anni emette decreti  che cambiano le carte in tavola in prossimità della scadenza, ed è successo così per la TASI, per l'IMU, per la TARI per i versamenti della denuncia dei redditi e per altre centinaia di casi. Lorsignori sono riusciti a comunicare, anche settantadue ore (non sarà troppo?) prima del fatidico ultimo giorno, cambiamenti fondamentali tipo variazioni di aliquote di questa o quella imposta, IGNORANDO totalmente il lavoro che c'è dietro per predisporre gli adempimenti e soprattutto confondendo il contribuente, che ha il diritto di sapere quante tasse deve pagare con congruo anticipo. Non si può lavorare e vivere così.
BASTA. E' ASSURDA QUESTA SITUAZIONE.
Ogni santo giorno cambiano norme e le rendono impossibili da seguire, ogni santo giorno: non c'è più certezza di nulla. Già si paga con riluttanza, quando ci si riesce, ma diamine almeno fateci sapere come e quando chiaramente.
Siamo ad un livello tale di confusione legislativa che la gente va in giro chiedendo la TASI al pizzicagnolo e un etto di mortadella al ragioniere. Ho visto persone chiedere con gli occhi sbarrati e la faccia paonazza: "quando scade la TARI no, TASI o no, aspè, TARES oppure si chiama YUC YUC (IUC), no aspetta l'IMU!! Ma l'IMU c'è o l'hanno tolta? E la prima casa? Ce l'ho? O me l'hanno pignorata..?"
Art.0 dello Statuto dei diritti del contribuente:
LO STATUTO DEL CONTRIBUENTE E' SOLO UNA PRESA PER IL CULO.

Sappiatelo.



mercoledì 6 marzo 2013

IL PAESE DEI BALOCCHI 2.0: I CUD TELEMATICI

Da quest'anno CUD INPS/INPDAP solo online (o quasi).

I pensionati, ex dipendenti statali ed ex dipendenti privati, da quest'anno non riceveranno più il CUD via posta ma potranno anzi dovranno prelevarlo online sul sito dell'INPS nella sezione "servizi online". Per chi non sa o non ricorda di che si tratta, il CUD è la certificazione che riporta il riepilogo dei redditi percepiti nell'anno precedente, necessaria alla compilazione della denuncia dei redditi. La questione è molto delicata ed importante e non sembra sia stata messa in risalto dagli organi di informazione nella maniera dovuta. Innanzitutto tale disposizione è contenuta nella legge di stabilità promulgata dal governo Monti nel dicembre 2012 e precisamente al comma 114 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n.228. 
Questa la circolare esplicativa dell'INPS nella quale viene spiegato il modus operandi dell'ente previdenziale per questa nuova campagna CUD 2013 telematico.

Provo a semplificarvi il lavoro riepilogando brevemente il tutto, premettendo che fortunatamente, per questo primo approccio, l'ente ha voluto istituire anche altri metodi di reperimento del modello.

I CUD possono esser reperiti:

1) Telematicamente tramite codice PIN sul sito dell'INPS
2) Andando nella sede INPS di competenza, allo sportello o in postazioni informatizzate automatiche.
3) Tramite PEC, Posta Elettronica Certificata
4) Tramite  Centri di Assistenza Fiscale
5) Negli uffici postali appartenenti alla rete "sportello amico". Qui trovi l'elenco uffici postali convenzionati al costo di euro 3,27
6) Spedizione postale solo su richiesta telefonando al n. verde dedicato: 800.43.43.20 

Qui c'è una piccola guida INPS in cui vengono spiegate tutte le modalità per ricevere il CUD

Chi non ha il PIN può richiederlo direttamente alla sede INPS di appartenenza oppure effettuare la richiesta telematica sul portale dell'ente. In quest'ultimo caso bisogna affrettarsi perché i tempi spesso sono lunghi e immagino in questo periodo ci sarà l'affollamento di richieste.

Tutto bello, tutto giusto, sicuramente è il modo migliore per evitare sprechi e per non inquinare: gli enti previdenziali ogni anno spediscono milioni di lettere ai pensionati con tonnellate di carta sprecata. Anzi, si può affermare che è anche tardi per cominciare a sfruttare il formato elettronico nei rapporti tra enti pubblici e cittadino.. ma...
C'è un però, grosso come una casa.
Le prime avvisaglie di telematizzazione CUD (e non solo) ci sono state con i dipendenti statali qualche anno fa, per i pensionati però il percorso è un po' più complicato perché spesso (ma non troppo) l'anziano è privo di qualsiasi nozione informatica, privo di pc o senza connessione internet.
C'è poi da mettere in conto che i portali degli enti pubblici che hanno un traffico elevato spesso si bloccano, rallentano, crashano.
Insomma l'Italia è ormai famosa per la sua impareggiabile voglia di mettere il carro davanti ai buoi e con questa iniziativa, lodevole per carità, ci risiamo. Si vuole informatizzare, si vuole telematizzare, ridurre i costi etc. etc. senza partire dalle basi.
Lo stretto necessario che manca in "Itaglia" per poter godere realmente della telematizzazione è:
- copertura ADSL capillare in tutta la nazione;
- wifi libero;
- istituzione di vera banda larga, quella che abbiamo adesso in confronto agli altri Paesi è lentissima;
- siti internet in grado di gestire traffico elevato;
- dotazione in ogni paese di un punto informatico con pc, connessione e stampante, usfruibili GRATUITAMENTE;

Possibile che in ogni paese d'Italia ci può essere almeno una banca e non uno sportello telematico? Con un funzionario che possa far stampare il CUD al pensionato ed  istruirlo all'uso futuro in modo autonomo? Meglio ancora se il CUD sia prelevato con chiavetta elettronica e poi consegnato a chi di competenza per la denuncia dei redditi o anche inviato direttamente per email al consulente.

La cosa più ridicola, però, è il modo in cui ci propinano queste "storture" telematiche. Sì perché l'iniziativa è corretta ma la realizzazione è un mostro, nel senso negativo del  termine: metodi e applicazioni farraginosi, complicati, astrusi, fatti in fretta e furia.

Vediamo:

I TEMPI
la legge di stabilità che obbliga gli enti previdenziali alla consegna telematica dei CUD è stata promulgata a fine dicembre 2012.
Il 26 febbraio 2013 esce la circolare esplicativa e attuativa, dell'INPS quando le certificazioni andrebbero recapitate a norma di legge entro il 28 febbraio (!!)...

IL PIN
è fornito direttamente dall'INPS e consta di ben 16 caratteri alfanumerici (!!), ogni 3 mesi va cambiato per la legge sulla privacy. Da esaurimento, da impazzire. In un paese civile con siti internet istituzionali non gestiti da imbecilli il PIN (o password) DEVE essere scelto dall'utente e non c'è bisogno di cambiarlo così spesso. Immaginiamo un pensionato con questa benedetta password lunga un metro che ogni 3 mesi è diversa... glielo fanno venire l'Alzheimer se non ce l'ha già. Non si può sempre contare sui parenti o sui CAAF, bisogna consentire a tutti di gestirsi queste cose autonomamente.

Ancora più complicata la prassi per richiederlo questo benedetto PIN online: si fa la domanda sul sito e arriva la prima tranche di 8 caratteri per email o per sms, la seconda tranche arriva dopo qualche giorno (alcune volte passano mesi) per posta... (sic). Ricevuto il tutto si va poi ad effettuare il primo accesso e si  viene costretti a cambiarlo da subito con uno nuovo di zecca. 16 caratteri del tipo: 3FDA312Z58Q06574. Assurdo! Solo per azzeccarne l'inserimento ci vuole mezz'ora. In un paese civile con siti istituzionali non gestiti da idioti la richiesta del PIN online si fa in due minuti con conferma tramite email. STOP.


Un piccolo passo avanti in questo senso è stato fatto recentemente: è di ieri la notizia che sono state ridotte le cifre del PIN a 8. Però, per la gioia dell'utente con scarse conoscenze informatiche, tutti  i possessori del precedente PIN da 16 caratteri, alla scadenza saranno invitati a generarne uno nuovo di 8 caratteri. Corretto, ma farlo prima no?  Mah, meglio tardi che mai, però in questo momento non si rischia l'intasamento? Non si rischia di confondere i pensionati? Non si genereranno problemi di tempi?

Sarei curioso di vedere quanti sararanno quei pensionati che in barba alla "favola" del "tutto online" si vedranno costretti a ricorrere ai vecchi metodi e richiedere il CUD cartaceo, con perdita di tempo e danaro annessa.
Stiamo lentamente, ma molto lentamente passando da paese dei balocchi a paese dei balocchi 2.0.
Anche questo è un passo avanti, a modo nostro.




domenica 24 febbraio 2013

Elezioni 2013: l'ineluttabile.

Volevo votare.

Volevo votare Bersani. Poi si è scoperto che molto probabilmente lui e gli altri del PD hanno contribuito a distruggere la più antica banca del mondo.

Volevo votare Monti. Poi ho ricordato che aveva promesso di non scendere mai in politica e soprattutto ho ricordato che per salvare l'Italia ha affondato gli italiani.

Berlusconi non lo volevo votare e la sua campagna elettorale ha rafforzato la scelta.

Volevo votare Ingroia, poi l'ho sentito in un'intervista affermare che agli evasori deve essere pignorata immediatamente la casa d'abitazione, senza indugi o inutili pratiche. Ok, scartato.

Volevo votare Giannino, bravo economista. Abile oratore. Simpatico, intelligente ma falso e ipocrita.  Un'altra volta forse.

Chi rimane? Grillo. Quello di: " te la do io l'America". Il comico.Ci rendiamo conto che il meno peggio tra i candidati a governare l'Italia è uno che fino a qualche anno fa faceva il comico? Siamo ridotti così male? Non ci salveremo mai!
Andrò a votare ma spero di essere su scherzi a parte.