lunedì 15 ottobre 2012

PIOVONO CARTELLE PAZZE

O AVVISI BONARI SCEMI

[Parte 1]

Quando si ha la sfortuna di cadere nella morsa dei controlli del fisco si sa quando si inizia ma non quando si finisce. Anche se si tratta dei semplici "avvisi bonari" o dei controlli formali delle spese portate in detrazione nella denuncia dei redditi. Nel primo caso chi legge può pensare che l'avviso bonario sia come quando il buon papà ti sgrida e ti avverte: "non farlo più!" e poi finisce lì. Sarebbe bello avere un fisco comprensivo o meglio un impiegato dell'Agenzia delle Entrate elastico.. Macché, l'avviso bonario è cattivo. Più cattivo di cattivissimo me. E l'impiegato è elastico come un blocchetto di cemento.
La norma è l'art. 36bis del DPR 600/1973 che  impone di pagare entro 30 gg con la mora ridotta (?) di due terzi più gli interessi se si è commesso un qualche errore nella compilazione della denuncia dei redditi oppure omesso versamenti. Se non si paga riceveremo "in omaggio" la molto meno comprensiva cartella di Equitalia. Non vi preoccupate arriva anche se si paga oppure si presenta ricorso. Sì perché capita spesso che ci richiedono di pagare anche quando si è già pagato o se l'avviso bonario è errato, anzi, più che sbagliato è scemo. Ma andiamo con ordine. 


In caso di avviso da pagare.

Capire dove si è commesso l'errore nella stringata missiva con la sanzione è come risolvere un sudoku per gente con un QI di 230. Riuscito a risolvere il rebus, nei rari casi in cui è giusto pagare, il contribuente paga e crede finisca lì. Eh no. Come nelle migliori storie d'amore il fisco non ti molla più e per dimostrati il suo affetto (te l'ho detto che era bonario..) ti manda comunque la cartella di Equitalia  con la sanzione piena al 30% più interessi di mora, diritti di notifica etc. semplicemente  perché "qualcuno" [non sapremo mai chi] non si è accorto che è tutto pagato. Non succederà mai che ci sia un annulamento, diciamo, spontaneo da parte dell'amministrazione finanziara considerato il loro evidente errore. Bisogna comunque presentare ricorso in autotutela recandosi presso l'ufficio competente, allegando prova dell'avvenuto pagamento e sperare che sgravino la cartella Equitalia.  E non è tutto. E' capitato spesso che chi ha avuto lo sgravio non riesca comunque ad avere la posizione in Equitalia, per così dire, "pulita". Perché? Per il semplice fatto che, secondo gli impiegati o i dirigenti della nota agenzia di riscossione, i diritti di notifica della loro bella cartella sono da pagare perché è stata comunque notificata... roba da matti!

In caso di avviso errato.

In questo caso una semplice autotutela, come già detto, dovrebbe bastare a risolvere il caso. Dovrebbe... ma succede spesso che l'autotutela passi inosservata, rimanga persa nei corridoi bui degli uffici. Oppure nonostante il tempestivo annullamento dell'avviso effettuato dai blocchetti di cemento di cui sopra qualcuno si "dimentichi" di NON far partite la cartella di pagamento dall'agente di riscossione che, per strani meccanismi che faccio fatica a comprendere, va in automatico se non viene fermata. Quindi: Equitalia! Sempre pronta la bella cartella azzurra (ora in bianco e nero per risparmiare) arriva e ti rovina il pranzo! Quindi d'accapo altro ricorso in autotutela sperando che qualche santo definisca la pratica.
Insomma, non ci si annoia di sicuro col fisco italiano.



Prossimamente: i controlli delle spese portate in detrazione dalle denunce dei redditi (dove si raggiungono vette inarrivabili). 



venerdì 12 ottobre 2012

LA CORTE COSTITUZIONALE E’ COSTITUZIONALE?

BOCCIATI I TAGLI AGLI STIPENDI DEI MAGISTRATI

 
La consulta vergognosamente azzera i tagli proposti dal decreto 78-2010, anche e soprattutto quelli sugli stipendi superiori ai 90.000 euro. Una manovra correttiva che mirava a tagliare, seppur di poco, dei compensi che costano allo stato circa 23 milioni di euro l’anno. La sentenza 223/2012 nelle motivazioni afferma: “evidente contrasto con gli articoli 3 e 53 della costituzione” dove viene sancito come tutti i cittadini siano uguali davanti alla legge e tutti siano tenuti a concorrere alla spesa pubblica in ragione della loro capacità contributiva e ancora “l'introduzione di una imposta speciale, sia pure transitoria ed eccezionale, in relazione soltanto ai redditi di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione viola, infatti, il principio della parita' di prelievo a parita' di presupposto d'imposta economicamente rilevante”.
In soldoni secondo la Corte ci sarebbe stata una sorta di discriminazione a tassare solo i poveri giudici.
Una decisione che ha dell’incredibile. Oppure no...?
Cosa dovrebbero dire i proprietari di casa? Per assurdo solo loro sono costretti a pagare l’IMU, gli altri no? Ma guarda che discriminazione! E l’IRAP solo a carico delle aziende? Non è anticostituzionale vero?
Vogliamo parlare di capacità contributiva? Un lavoratore autonomo senza cassa iscritto alla gestione separata INPS ha una pressione fiscale di circa il 59 per cento se ha un reddito pari a 30 mila euro anni (e se è onesto).  Vi sembra equo come prelievo? Capita spesso che aziende si trovino a pagare tra saldi e acconti per l’anno successivo più di quello guadagnato. La Corte Costituzionale lo sa? Oppure gli articoli  3 e 53 della Carta si applicano a giorni alterni?
D’altronde la Corte Costituzionale è formata da magistrati che sono al di sopra di tutto e quindi possono giudicare pure leggi che li riguardano… In defintiva poter abrogare una legge significa avere anche il potere legislativo? Ci stiamo avvicinando piano piano ad un assolutismo?  Non sarebbe forse il caso di creare una consulta super partes che non appartenga a nessuna casta?  

"Non c'è tirannia più crudele di quella che è perpetrata sotto lo scudo della legge e in nome della giustizia"
                                                                                                                                                                             Montesquieu





lunedì 1 ottobre 2012

L'IMU FA PAURA

L'IMU altrimenti chiamata EMO per le perdite di sangue che ha generato, ha provocato svariati mal di testa al sottoscritto ma anche tanta confusione nella gente.
Vediamo.

Aneddoto 1
A giugno in prossimità del versamento dell'IMU, ho avuto il seguente colloquio con un mio cliente:
io: "non ti dimenticare che il 17 dovrai pagare l'IMU per la tua seconda casa"
cliente: "ah no no, l'ho venduta!!"
io: "bene, allora portami copia dell'atto notarile di vendita"
cliente: "non ce l'ho l'atto."
io: "ah, scusa, l'hai venduta da poco, quindi, e da quando?"
cliente: "veramente volevo dire che non ho effettuato la vendita dal notaio, ho solo un preliminare"
io: "ok, portami il preliminare che gli do un'occhiata, comunque l'IMU la dovrai pagare lo stesso  finché non fai un atto ufficiale dal notaio"
cliente: "veramente non ho ancora il preliminare, lo devo fare"
io: "scusa, allora che hai?"
cliente: "nulla ho parlato con certi che la vogliono comperare..."

Aneddoto 2
Io: "...dunque per la prima casa non hai nulla da versare mentre per la seconda sì. Potrai pagare massimo in due rate perché, in questo caso non si può dividere in tre. Quindi ti do il primo versamento di giugno e poi ci rivediamo a dicembre per il saldo."
cliente: "ah, allora a settembre che devo pagare?"
io: "nulla, prima rata a giugno (adesso) e seconda rata a dicembre"
cliente: "ok, allora ci rivediamo a settembre"
io: "no! A dicembre. A settembre vengono solo quelli che pagano in tre rate"
cliente: "aaaah ok, allora dammi il versamento di adesso, ci rivediamo a dicembre"
Io: "benissimo!

A settembre mi richiama per telefono.
Cliente: "ma non mi chiami? Scade l'ICI il 17"
io: "a parte che adesso si chiama IMU, però t'ho spiegato che tu paghi a dicembre la seconda e ultima rata, o saldo che dir si voglia, adesso non devi pagare nulla!"
cliente (comincia ad andare nel pallone): "ma perché la televisiona ha detto che BISOGNA pagare l'IMMU!! Puro al teleggiornale l'hanno detto?!"
io: "lascia stare la televisione, t'ho detto che chi paga solo per la seconda casa fa massimo due rate"
cliente: "vabbè ma io volevo pagà?!"
io: "ma che vuoi pagare? Non si può!"
cliente: "vabbè non me fa arrivare multe però"
io: "(sospiro). No, tranquillo."

Qualche giorno dopo si presenta in ufficio.
cliente: "devo pagare la casa!"
io: "che casa?"
cliente: "le tasse!"
io: "ah, intendi l'IMU. Ancora? NON DEVI PAGARE adesso, ma a dicembre!!"
cliente: "ma sei sicuro? Gli altri pagano"
io: "cosa?"
cliente: "che ne so, vanno a pagare in banca"
io: "senti, se vuoi pagare fai una donazione in beneficenza, però  ti ripeto che non devi pagare e basta, ci vediamo a dicembre, ok?"
cliente: "eppure me sona strano.."