martedì 4 novembre 2014

IL BLUFF DEL 730 PRECOMPILATO

Grande idea del governo itagliano*

Sintesi:
Il 730 precompilato non sarà per nulla precompilato e non cambierà nulla, anzi lo stato spenderà milioni di euro inutilmente. Il contribuente sarà comunque costretto a rivolgersi ad un intermediario fiscale perché non si fiderà di quanto propone l'agenzia delle entrate e/o la compilazione di una denuncia dei redditi ad oggi risulta troppo complicata.
Se non ci credete potete approfondire continuando a leggere.

Storia di un bluff

Sarà che anche lui alla fine è un precompilato visto che ce l'hanno impacchettato e spedito a Palazzo Chigi già bello e incaricato... ma Renzi ne spara un'altra grossa grossa.
Non ci vuole un genio per capire che l'idea può esser buona ma in 'Itaglia' è pressoché inapplicabile, se non rivoluzionando tutto il TUIR (Testo Unico Imposte sui Redditi), cosa fattibile, secondo me, in tempi stimabili nei venti anni..

Ragioniamo e valutiamo.
La norma prevede che il contribuente non riceverà nulla di cartaceo a casa ma dovrà connettersi al sito internet dell'Agenzia delle Entrate, registrarsi e compilare via web la dichiarazione dei redditi. E già qui pensiamo alle centinaia di migliaia di anziani impossibilitati o analfabeti informatici, che vuoi per carenza delle infrastrutture, vuoi perché non hanno soldi per permettersi ADSL o pc dovranno rivolgersi ad un intermediario. Già una buona fetta di "precompilato" andrà a farsi benedire. Non mi venite a dire che: "eh ma nel 2014, eh ma i  telefonini" perché, e non mi addentro troppo, siamo da terzo mondo informatico, lo dico per esperienza personale e coi telefonini non si può compilare una denuncia dei redditi, sarebbe assurdo.
Veniamo a quelli che supereranno il primo scoglio che si vedranno sul sito una serie di dati anagrafici, catastali vale a dire sugli immobili posseduti, di redditi da lavoro o pensione, alcune spese da portare in detrazione (forse solo quelle dei mutui e delle assicurazioni infortuni e fondi pensione), e:

OPZIONE 1
a) Dovranno verificare la correttezza di tutti i dati proposti dall'AdE;
b) Inserire se ne hanno le ulteriori spese a detrazione, soprattutto spese mediche ma anche gli interventi per ristrutturazione e molte altre tipologie di spesa;
c) inserire, se ci sono, altri dati non a conoscenza del fisco;
d) controllare se i calcoli fatti dal software del sito sono corretti.

OPZIONE 2
In alternativa potranno confermare la dichiarazione senza cambiare nulla e reinviarla così come l'Agenzia delle Entrate l'ha precompilata.

Nel primo caso se il fisco riscontrerà errori ci saranno sanzioni elevate. Se invece si accetta la dichiarazione proposta senza variarla, l'amministrazione finanziaria blinderà il risultato, così sembra, e non potrà effettuare controlli o ricalcoli in nessun caso.

OPZIONE 3
Il contribuente si rivolge ad un intermediario quali i CAAF, commercialisti, consulenti fiscali, tributaristi, delegando in tutto e per tutto la responsabilità della verifica e integrazione della denuncia dei redditi.

Dunque all'opzione 1, considerata la complessità e vastità della normativa IRPEF e lo spettro delle sanzioni, aderiranno a mio parere 2 o 3 persone in tutta Italia. Verificare dati catastali di terreni e fabbricati, controllarne la tipologia (abitazione principale? A disposizione? In uso a qualcuno? In affitto?), o semplicemente fare la somma delle spese mediche (molte non sono detraibili) è già sufficientemente complicato per molti ma immaginate chi ha spese di ristrutturazione edilizia e/o lavori per conseguire risparmio energetico in casa, o chi ha affitti da dichiarare o da detrarre, chi è separato che paga alimenti e via discorrendo per circa 100 tipologie di detrazioni. Insomma in Italia ci sono centinaia di dati da esporre nei casi non standard di denuncia di redditi e credetemi i casi standard non hanno bisogno di denunciare nulla perché non hanno nulla da detrarsi o di dichiarabile.
Ergo chi si arrischierà a fare tutto da solo senza essere a conoscenza di una materia così ostica e vasta?  In Itaglia? Nessuno.

Va bene, osserverete di getto, c'è sempre l'opzione 2, ci fidiamo di quanto dice l'Agenzia delle Entrate e non ci pensiamo più. Riflettete bene: veramente vi fidereste di quanto asserito da un ente cui il 70% delle cartelle di controllo dichiarazioni sono cartelle pazze? Ad esempio mi prefiguro il contribuente che ha un precompilato a debito IRPEF di euro 500 che paga e conferma senza verificare e capire se avrebbe dovuto pagare di meno?  Mai nella vita! Chi ha fiducia indiscriminata nell'Agenzia delle Entrate oggi? Non c'è bisogno di rispondere. Dunque opzione 2 direi scartata a prescindere.


Rimane quindi l'opzione 3 che in definitiva è ciò che facciamo da secoli: consegnare i documenti al consulente di turno e incaricare lui di verificare/integrare/inviare il 730 precompilato (precompilato un corno). Anche perché, ed è questa l'unica vera novità, pare che in caso di errori sarà quest'ultimo ad essere sanzionato, pure se non farà altro che confermare quanto proposto dall'Agenzia delle Entrate. Ebbene tutto ciò è assurdo e anticostituzionale.

Il 70% delle "letterine" di pagamento per rettifiche su denunce dei redditi che l'Ade manda sono SBAGLIATE e per ognuna di queste si deve presentare ricorso che il 70% delle volte non viene recepito e si arriva alla cartella Equitalia. Ora con questa storia del precompilato (un corno) secondo me si arriverà al 99% delle rettifiche da accertamento errate (cartelle pazze), solo che le richieste di pagamento anziché arrivare a chi ne ha tratto beneficio, arriveranno, UDITE BENE, all'intermediario, al consulente, al commercialista o al CAAF che per DABBENAGGINE PROVATA E RIPROVATA dell'amministrazione finanziaria potrebbe essere sommerso da cartelle di pagamento, con tutto il danno che ne può a lui derivare... Pensateci bene, riflettete prima di dare fiato alle trombe, non fate come RENZI che di getto vuole rivoluzionare qualcosa che ha bisogno molto tempo perché è stata costruita con anni ed anni di confusioni e incastri legislativi.

Secondo voi, perché il governo avrebbe pensato di destinare la sanzione esclusivamente a danno del consulente? Perché non si fida nè di se stesso, nè del contribuente, giudicando i suoi 730 precompilati sbagliati a prescindere, sanno cioè che è troppo alto il rischio di chiedere meno del dovuto, e ritengono il cittadino incapace di far da solo, considerato le centordicimila norme da studiare per la compilazione. Norme fatte male apposta per creare confusione e sanzionare. Insomma invogliando tutti a far comunque verificare e integrare la denuncia dei redditi dal centro assistenza fiscale di turno, cioè il fesso che dovrà prendersi tutta, ma proprio tutta, la responsabilità.  Capito? Il 730 viene inviato precompilato (un corno), il dichiarante lo fa verificare da un CAAF che potrebbe inviarlo senza variare nulla, se però ci sono errori, che ovviamente ha commesso l'Agenzia delle Entrate, la sanzione più la maggior imposta rimborsata o minor imposta pagata saranno a carico del CAAF!! E' tutto vero eh, non è un incubo.
Non si sono accorti che essendo questa l'unica via percorribile dal povero contribuente  di PRECOMPILATO NON C'E' UNA BENEAMATA MINCHIA (cit.). Non ultima la concreta possibilità che l'incaricato debba alzare il prezzo del servizio e non di poco perché ora rischia molto di più.
Tirando le somme il governo con questa storia del precompilato spenderà milioni di euro non cambiando nulla di nulla, anzi invogliando ancora di più il cittadino itagliano a rivolgersi a terzi per la compilazione della dichiarazione dei redditi.




* non è un errore di ortografia









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